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Inaugurazione della Casa di Accoglienza
"Santa Gianna Beretta Molla"
con il Cardinale Tettamanzi

Card.Tettamanzi taglia il nastro

È stata una mattinata intensa per il Cardinale Tettamanzi che il 18 aprile ha inaugurato la nuova Casa Alloggio del Cav a Ronco Briantino.

Prima la Santa Messa, celebrata nella Parrocchia di Ronco Briantino che festeggiava il settantesimo della consacrazione della sua chiesa.

La Banda e Sbandieratori di Ronco Briantino

Poi, dopo una breve sosta all’associazione Rosa Blu, il Cardinale ha proseguito a piedi, in corteo con banda e sbandieratori, verso la Casa di Accoglienza, facendo il suo ingresso nel cortile dell’abitazione che il Cav di Vimercate ha voluto dedicare alla Beata Gianna Beretta Molla.

Tanti erano i presenti, oltre ai numerosi volontari dell’associazione, venuti per l’inaugurazione che segna un altro traguardo raggiunto per il Cav di Vimercate. “Un’occasione importante - sottolinea Michele Barbato presidente dell’associazione - per riqualificare l’accoglienza e l’unità tra tutti i volontari e per far conoscere ulteriormente il nostro operato, sperando che altri si aggiungano per fare altra strada insieme. La difficoltà maggiore, ora che la casa si è concretizzata, - ha proseguito il Presidente - sta nel farla vivere, garantendo la giusta presenza fatta di compagnia e di aiuto, alle giovani madri bisognose di solidarietà e di condivisione dei loro problemi”. Perché dietro queste giovani ci sono storie diverse e lontane, a volte così lontane dalla nostra realtà, che occorrono sforzi maggiori per essere comprese a fondo. Storie di sofferenza, solitudine, emarginazione e abbandono, ma anche di determinazione a portare avanti da sole, e spesso in condizioni difficoltose, una nuova vita nel rispetto della vita stessa.

Il taglio del nastro rosa azzurro e la benedizione del Cardinale hanno dato il via alla visita all’interno della casa. All’uscita il Card. Tettamanzi ha salutato i presenti, un segno di riconoscenza per l’operato svolto a favore di giovani madri in difficoltà. Prima di lasciare Ronco per rientrare a Milano, il Cardinale si è soffermato a lungo davanti alla cappellina della Madonna che si trova a lato dell’abitazione.

Volontari del CAV con i famigliari della Santa

Tra i partecipanti alla cerimonia significativa la presenza della sorella della Beata Gianna Beretta, Madre Virginia Beretta, e dei due figli, Pierluigi e Laura Molla con i rispettivi coniugi.

La casa d’accoglienza è un’abitazione composta da tre camere da letto, ognuna con il proprio bagno, e uno spazio comune adibito a cucina e salotto, è stata completamente arredata dall’IKEA di Carugate, mentre i lampadari sono stati forniti dalla ditta Strada di Vimercate. La struttura offre anche un nido famiglia che permette alle mamme di avere un’attività lavorativa.


Intitolata a Gianna Beretta Molla ad un mese dalla sua santificazione in San Pietro, è un atto dovuto del Cav che ha sempre condiviso la stessa idea di sacralità per la vita nascente. L’esempio di questa donna, medico pediatra, moglie e madre di quattro figli, è frutto di un’esistenza fatta di preghiera, studio, lavoro e famiglia, fino ad arrivare al sacrificio estremo della sua vita offerta per salvaguardare l’ultima figlia.

Nata a Magenta nel 1922 da una famiglia numerosa, Gianna Beretta vive la realtà del suo tempo senza essere condizionata dal benessere che la circonda ma approfittando di ogni momento per rafforzare la fede, eredità della sua famiglia. Lo sport che pratica con passione (sci e alpinismo) è anche una forma di attenzione e di amore per la natura. Dopo la laurea in medicina, arriva il matrimonio con l’ingegner Pietro Molla.

Nonostante i tre figli, la sua missione di medico continua e, nell’ambulatorio dove lei esercita, viene a contatto con giovani in difficoltà davanti a gravidanze inaspettate. A loro Gianna, come donna prima e come medico poi, ribadisce il suo credere nella vita e il suo fermo no all’aborto, ritenuto un’offesa a Dio. Il “compito” di Gianna si delinea all’orizzonte con la quarta gravidanza e nel 1961, al secondo mese, viene operata per un tumore all’utero ma rifiuta le cure successive per non compromettere la vita del bambino che attende. Il 21 aprile nasce Gianna Emanuela e il 28 dello stesso mese lei muore di setticemia,

RINGRAZIAMENTI